Lunedì 10 Dicembre 2018

"Ci preme segnalarle che la nostra struttura tecnica ha evidenziato nel vostro sito errori di posizionamento e il non rispetto dell'attuale Legge Stanca e delle normative emanate dal Consorzio Mondiale W3C."

Avete mai ricevuto E-Mail di questo tipo ?

Questo tipo di aziende fa del vero e proprio terrorismo marketing. In realtà è impossibile creare siti web complessi senza uscire dalle direttive W3C e questi opportunisti  lo sanno benissimo. E’ talmente vasta ed in continua evoluzione la famiglia di regole legate ai diversi tipi di codice che, un sito che ne sceglie uno in particolare, perderebbe un sacco di funzionalità permesse in altri. Limitare un sito web ad un profilo determinato e alle vincolanti direttive Stanca significherebbe vincolarsi a costi di realizzazione e sopratutto di sorveglianza ed adattamento nel tempo assolutamente incoerenti.

Riguardo la Legge Stanca (http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Stanca), si tratta fondamentalmente di direttive che riguardano l’accessibilità dei siti web. Sono obbligatorie soprattutto per le aziende pubbliche ed istituzionali. Pensare di mettere un simile cappio a qualsiasi sito web aziendale è a dir poco fuori luogo. Pensate che tra i requisiti ci sono imposizioni grafiche e di layout oltre che di funzionalità che non permetterebbero la multimedialità e l' interattività che oggi sono richieste per tenere vivo qualsiasi portale web. Riguardo invece le direttive W3C, si tratta di indicazioni e norme *consigliate* per armonizzare lo sviluppo dei browser e degli applicativi che si sviluppano attorno al mondo di internet. Non c'è alcuna penale nel non rispettarle e, del resto, è impossibile stare al passo con l'evoluzione di questo mondo virtuale.

Quelle comunicazioni sono un semplice modo di reperire lavoro. Così come sta accadendo un po ovunque, si creano artificialmente condizioni imposte che generino problemi da risolvere, lavoro per le vaste corti clientelari dei più disparati settori dell’ economia e della politica.

L’unica cosa veramente importante per un sito web è la sua compatibilità verso i maggiori browser mondiali (al momento Firefox Mozilla, Internet Explorer e Google Chrome). Se il sito viene visualizzato in tutti e tre senza problemi significa che è già a posto. Per quanto riguarda invece i META TAG (i codici di localizzazione e di caratterizzazione delle pagine web) necessari sia ai motori di ricerca che agli stessi browser, non esiste attualmente nessun protocollo o regola ufficiale che indichi le esigenze reali e prescritte (che le diverse compagnie tengono ben nascoste visto che sono fonte di guadagno nelle vendite delle loro classifiche di reperibilità).  Le variabili META (parole e specifiche tecniche) principali e conosciute come ad esempio le Content-type, Keywords, Description, Robots, Generator, ed altri Tag sono sempre correttamente inserite da tutti gli editor - persino in quelli più scarsi e gratuiti.

Perfino sui nuovi siti in cosiddetto Web 2 (http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0),  in CMS open source di joomla, WordPress o Drupal o altri linguaggi proprietari quali asp ed asp.net, spesso non è possibile restare su linee standard W3C perché sono richieste funzionalità avanzate spesso appartenenti a standard diversi. Internet è di per se un mondo anarchico e senza regole; e questo va sempre tenuto presente.

Il nostro consiglio finale è semplicemente quello di cambiare il proprio sito periodicamente, aggiornarlo con dei nuovi template (temi) sviluppati dalle aziende professioniste più valide sul mercato. Questo farà si che la struttura mantenga la navigabilità e la compatibilità verso tutti i browser richiesta per poter essere visualizzati da chiunque. Oggi i temi sono persino compatibili per i piccoli schermi dei palmari e lo sviluppo che sta intervenendo nel cms ha fatto in modo che i costi di questi aggiornamenti siano sopportabili (e sopratutto coerenti!) per le tasche delle piccole e medie imprese.